BEN EARL: Trick Artist

Another one? Seems like these days a new magic series pops up on TV every 10 days or something.
And, honestly, the quality isn’t always up to par…

But this is not the case. I’d been waiting for it for a long time. Ok maybe I’m not that unbiased, for I really love Ben Earl’s style, but check Ben Earl: Trick Artist out and you won’t be disappointed.
After having fooled Pen & Teller with an astounding Ace Cutting routine, the author of Gambit Magazine striked back, this time with a programme of his own, prime time on British Channel 4.
Four themed specials in which Ben mixed traditional (but also not so traditional) magic tricks with awesome stunts. Four episodes, four topics: Crime, Art, Science and Money. One whole project, with the goal of deceiving the audience with nothing but extraordinary skill.

What does make these specials different from the stuff we are used to seeing on TV? The most remarkable feature, in my opinion, is that these are effects which magicians can enjoy (and such a thing isn’t always true for many other magic programmes). In Ben Earl: Trick Artist you’ll find a lot of routines you’ve done at least once in your life, but presented with new takes that’ll make you wonder “why haven’t I tought of it before?”. Ben is a true genius.

Among my favourite tricks are:
– Episode 1: an opener that features simplest of pen vanishes, but with an extremely “logical” presentation;
– Episode 2: The Slydini’s paper balls routine meets art;
– Episode 3: a routine with a borrowed bowling ball and a bunch of balloons;
– Episode 4: the Indian Beans Mystery trick, done with diamonds.

No spoiler, just a teaser.
Enjoy.

Un’altra serie TV sulla magia? Di questi tempi sembra che ne spunti una nuova ogni dieci giorni o giù di lì. E, in sincerità, la qualità di quel che si vede non sempre è soddisfacente.

Ma non è questo il caso. Una serie così l’ho aspettata per un sacco di tempo. Magari non sono del tutto imparziale, perché adoro lo stile di Ben Earl, ma date un’occhiata a Ben Earl: Trick Artist e non ve ne pentirete.
Dopo aver gabbato Penn&Teller con una routine di taglio agli assi da lasciare a bocca aperta, l’autore di Gambit Magazine è tornato, questa volta con un programma tutto suo in prima serata sul britannico Channel 4.
Si tratta di quattro puntate a tema in cui Ben Earl ha mescolato trick classici (ma anche trick non così classici) con stunt spettacolari. Quattro special, quattro fili rossi: il crimine, l’arte, la scienza e il denaro. Un unico progetto e l’obiettivo di ingannare il pubblico con il solo uso di abilità straordinarie.

Che cosa rende questi special diversi da quanto siamo abituati a vedere in TV? L’elemento più importante, secondo me, è che gli effetti presentati possono piacere anche ai prestigiatori (dato non così scontato per molti programmi dedicati alla magia). In Ben Earl:Trick Artist troverete trick che sicuramente avete portato in scena o ai tavoli almeno una volta nella vita. Effetti classici ma presentazioni innovative e ben rifinite, che vi porteranno a chiedervi “perché non ci ho pensato io?”. Ben è un vero genio.

Tra i miei effetti preferiti:
– Episodio 1: la più semplice delle pen vanish come apertura, con una presentazione estremamente “logica”;
– Episodio 2: la Paper Balls routine di Slydini incontra l’arte;
– Episodio 3: routine con una palla da bowling presa in prestito e un sacco di palloncini;
– Episodio 4: il Mistero dei Semi Indiani, realizzato con quattro diamanti.

Nessuno spoiler, solo un piccolo teaser.
Enjoy.

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5 thoughts on “BEN EARL: Trick Artist

  1. Pingback: BEN EARL: Trick Artist

  2. intendo il “perche'” di alcune azioni, come salire su una macchina, farsi sparare in mano, entrare in una camera anecoica (se si dice così…)

    • Capito! Beh, penso che la sua presentazione sia un modo di collegare l’effetto al tema. Nel caso delle tre carte effettivamente, anche io penso che Ben possa aver forzato un po’ la mano, ma negli altri due effetti una giustificazione la trovo: il Bullet Catch è un classico della magia, che racconta il desiderio dell’uomo di sconfiggere la morte e si sposa bene con il tema del crimine; il restare in una camera anecoica al buio, viene presentato come una forma di tortura per estorcere informazioni, e Ben afferma che, in assenza di stimoli recettivi l’essere umano rischia di diventare pazzo, per cui l’unica soluzione per superare la tortura è trovarsi un’occupazione in modo da non dover pensare a nulla o “al nulla”.

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